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Curiosità
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Mi chiamo Marco del Ciello, ho venticinque anni e studio Scienze politiche all'Università degli Studi di Milano. Vivo tra la Lombardia e il Piemonte. Sono un liberista convinto perché credo fermamente che la libertà economica sia il fondamento di tutte le libertà. Per onestà intellettuale devo dire che sono iscritto a Radicali Italiani, unico partito politico italiano che fin dalla sua fondazione si batte coerentemente per la libertà economica.

8 aprile 2008
ECONOMIA
Una banca europea: Unicredit

Il gruppo bancario Unicredit ha eliminato dalla sua ragione sociale l'aggettivo "italiano". A seguito della fusione con la tedesca HVB avvenuta nel luglio 2005, infatti, l'istituto guidato da Alessandro Profumo è presente in ventitré paesi europei e in cinque di questi (Austria, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Polonia) è leader di mercato. Si tratta di un passaggio simbolico, soprattuto se letto alla luce della prossima integrazione con l'italianissima Capitalia, ma rivela la mentalità e le aspirazioni di Profumo e dei suoi collaboratori. Chi è solito annoverare Unicredit tra i cosiddetti "campioni nazionali", dovrebbe considerare che in un continente sempre più integrato, sia dal punto di vista economico che da quello politico, le vecchie etichette sono destinate a cadere e non solo sulla carta.


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29 febbraio 2008
POLITICA
La destra statalista di Berlusconi e Tremonti si prepara a tornare al potere

Sul Corriere della Sera di questa mattina l'economista Francesco Giavazzi critica il programma economico del Popolo delle Libertà di Berlusconi (leggi l'editoriale qui). In particolare due punti attirano l'attenzione del professore della Bocconi: la minaccia di introdurre dazi doganali, che distruggerebbe tra l'altro l'ottimo lavoro compiuto dal ministro Bonino in materia di commercio estero (+0,3% di quota del mercato globale) e sprofonderebbe l'economia italiana in una pesante recessione; l'idea di creare una banca statale del sud, che prevedibilmente drenerebbe decine di miliardi dal bilancio dello Stato per riversarli nelle tasche di politici corrotti e mafiosi.

Di fronte a questo genere di proposte, che riprendono il peggio della tradizione statalista italiana e mettono seriamente in perricolo il futuro del Paese, credo che ogni sincero liberista dovrebbe sentirsi chiamato alla resistenza civile. Io seguo l'esempio di Pannella e mi arruolo sotto le insegne del Partito Democratico. Spero che altri prendano la stessa strada.

18 febbraio 2008
ECONOMIA
Dio non rende

Secondo l'analisi della società indipendente Morning Star, il Vice Fund di Dan Ahrens, che investe in alcol, armi, gioco d'azzardo e tabacco, nell'ultimo anno ha avuto un rendimento nettamente superiore a tutti i fondi di investimento di ispirazione religiosa. Meglio tenere Dio fuori dalla Borsa (e non solo).


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18 febbraio 2008
POLITICA
Il vizietto dei laburisti

E alla fine Gordon Brown, che si era autodefinito a suo tempo erede di Margaret Thatcher, ha nazionalizzato Northern Rock, la banca inglese coinvolta nello scoppio della bolla subprime. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.


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12 febbraio 2008
ECONOMIA
Il microcredito nelle economie avanzate: il caso italiano

Il microcredito è uno strumento di sviluppo che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizione di povertà ed emarginazione. Diffuso ormai da anni nei Paesi in via di sviluppo, da qualche tempo comincia a fare capolino anche negli Stati del cosiddetto primo mondo, inclusa l'Italia. Una recente indagine dell'Associazione bancaria italiana (Banche e inclusione finanziaria) ci consente di avere un quadro aggiornato del fenomeno. Il dato che emerge con più forza è il numero di banche coinvolte in questo genere di attività, pari all'81%. Inoltre è interessante rilevare come il microcredito non sia una forma di filantropia, ma al contrario una voce del bilancio che comincia ad avere una sua rilevanza. Parliamo di percentuali che oscillano tra il 3 e il 5% dei ricavi da servizi. Secondo l'analisi svolta da Guido Plutino sulle pagine del Sole 24 Ore ci sarebbero i presupposti per una crescita duratura.

Simili considerazioni devono aver motivato quegli investitori che l'autunno scorso hanno costituito a Torino Permicro (www.permicro.it), la prima società italiana dedicata esclusivamente al microcredito. Il tempo ci dirà se questa scommessa si rivelerà vincente, ma già oggi mi sembra di poter dire che il microcredito si presenta come una efficace risposta di mercato ai problemi della società del terziario avanzato. Il giornalista del Corriere della Sera Massimo Gaggi e l'economista Edoardo Narduzzi, in due brillanti saggi editi da Einaudi (La fine del ceto medio e la nascita della società low cost, 2006; Piena disoccupazione. Vivere e competere nella società del quaternario, 2007). hanno descritto bene la nascita di una nuova categoria di lavoratori impiegati nel settore dei servizi a basso valore aggiunto (gli inservienti di McDonald's, per intenderci). Questi lavoratori percepiscono bassi salari e sono costantemente esposti al rischio della disoccupazione. Non credo che potremo ignorare i loro problemi ancora a lungo. Il microcredito può essere parte della soluzione, ma è necessaria anche un'incisiva riforma del welfare state.

10 febbraio 2008
ECONOMIA
Gli esuberi di Malpensa e la riforma del welfare
Mentre l'economista Piero Capone interviene sulle pagine del quotidiano telematico Notizie Radicali (leggi l'articolo qui) per sottolineare come la crisi di governo che stiamo vivendo inciderà negativamente anche sulla trattativa per la cessione di Alitalia al gruppo Air France-KLM, a Milano si comincia a parlare del destino dei lavoratori di Malpensa. Le logiche dell'economia di mercato, prima ancora che i piani industriali dei potenziali acquirenti della compagnia di bandiera, impongono un ridimensionamento dello scalo varesino. Ridimensionamento che si tradurrà nella perdita di alcune centinaia di posti di lavoro, tra dipendenti dell'aeroporto e indotto.

Data la grande rilevanza politica del caso e la sua visibilità mediatica, i politici lombardi si sono già attivati per far ottenere a questi lavoratori la concessione della cassa integrazione straordinaria. Questa attività di lobbying opaca, che non consente né ai diretti interessati né ai cittadini (che con le loro tasse dovranno finanziare queste misure) di conoscere i criteri della decisione, risponde in realtà a una grave carenza del sistema di ammortizzatori sociali del nostro Paese. I sussidi di disoccupazione coprono infatti solo il 28% della forza lavoro, lasciando il restante 72% privo di tutele nei confronti del rischio di disoccupazione.

Nella società del terziario avanzato, caratterizzata da forte polarizzazione dei redditi e da estrema flessibilità del fattore lavoro, questa situazione non è più sostenibile. E' sempre più necessaria una riforma del welfare in senso universalistico, che garantisca a tutti i lavoratori un eguale trattamento e la possbilità di progettare il proprio futuro con serenità. Radicali Italiani, attraverso la preziosa attività del gruppo di lavoro Welfare to Work (W2W), ha da tempo elaborato una proposta politica, realistica e finanziariamente sostenibile, che va proprio in questa direzione. Spero che il Parlamento che uscirà dalle imminenti elezioni vorrà prenderla in considerazione.

8 febbraio 2008
ECONOMIA
Fusione Gtt-Atm: affare economico o accordo politico?

Nei giorni scorsi ha trovato conferma ufficiale l'indiscrezione pubblicata dalla redazione torinese del quotidiano La Repubblica alcune settimane fa: le aziende dei trasporti pubblici di Torino (Gtt) e Milano (Atm) stanno studiando una fusione. Martedì mattina i sindaci delle due città, Sergio Chiamparino (PD) e Letizia Moratti (FI), hanno avuto un incontro ufficiale per definire il progetto. A una prima occhiata le sinergie possibili (acquisti di forniture, marketing...) appaiono interessanti, ma non particolarmente entusiasmanti.

Il quotidiano La Stampa, però, inserisce questo accordo in un contesto più ampio e fa notare come già si cominci a parlare di analoghe aggregazioni nel settore della gestione dei rifiuti tra i consorzi che operano sull'asse Milano-Torino (Cidiu, Amiat, Seta). Inoltre è noto come da tempo il gruppo energetico Iride, nato dalla fusione tra le municipalizzate di Genova e Torino, sia in cerca di nuovi alleati. E qui in effetti una fusione con la A2A di Milano-Brescia porterebbe notevoli vantaggi a entrambi i contraenti sia in termini di sinergie sia di mark-up sui mercati del Nord Ovest. Chiamparino si affretta a smentire questa ipotesi e rilancia al contrario le trattative con le emiliane Enia e Hera, ma è lecito conservare almeno qualche dubbio.

Il lato economico della questione si risolve qui, ma trattandosi di aziende controllate dai comuni non è possibile ignorare i risvolti politici di queste intese. Leggo oggi infatti, e sempre sulle pagine locali della Stampa, che Chiamparino propone un'alleanza politica a livello locale tra PD e FI. Nei mesi scorsi ho sentito fare analoghe considerazioni anche da parte di esponenti del PD lombardo, perciò mi chiedo se questi accordi economici, con l'inquietante precedente del patto Moratti-Corsini per la fusione tra Aem e Asm, non siano i preparativi generali per l'abbandono del giovane bipolarismo italiano e per il ritorno alla stagione dei governi centristi.

7 febbraio 2008
POLITICA
La meglio gioventù affila le armi contro la PAC

L'Unione Europea spende ogni anno un miliardo di euro (sì, proprio nove zeri) in sussidi ai produttori di tabacco. Per dare un'idea dell'ordine di grandezza, si tratta di più del doppio del budget destinato al programma di scambi culturali Erasmus. Giova qui ricordare che a causa del consumo di tabacco muoiono ogni anno 500.000 cittadini europei. L'aspetto ironico della vicenda è che il 5% di questi sussidi viene trattenuto per finanziare campagne di informazione sui danni del fumo.

Questa grottesca mostruosità, che è stata da poco rinnovata, è solo un piccolo capitolo della Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione, cioè un programma che da solo assorbe metà delle risorse finanziarie dell'Europa unita e che va a sovvenzionare solo i principali produttori agricoli del contnente. Vale la pena di citare a titolo d'esempio la regina Beatrice d'Olanda che con le sue proprietà terriere assorbe lei sola l'1% dei fondi.

Qualcuno, però, si sta finalmente muovendo per tentare di arginare questo scempio: i giovani dei partiti liberali europei, riuniti nell'associazione transnazionale Lymec (www.lymec.org), stanno preparando una campagna di respiro europeo per chiedere una riforma incisiva della PAC e di conseguenza la definizione di nuove priorità per l'Unione Europea. Le iniziative dovrebbero cominciare nel mese di maggio 2008.

2 febbraio 2008
ECONOMIA
Dipartimento fusioni e acquisizioni

Ieri ho ricevuto la mia prima bolletta A2A, la multiutility nata dalla fusione tra l'AEM di Milano e l'ASM di Brescia. Vedere il nuovo marchio azzurrino sulla busta mi ha riportato con la mente al risiko delle municipalizzate del Nord Italia. Il numero di gennaio di Lotta comunista, periodico dei gruppi leninisti della sinistra comunista, dedica un ampio servizio al fenomeno. L'autore dell'articolo, che si firma O. B., ricostruisce nel dettaglio le vicende degli ultimi anni, con particolare attenzione al settore elettrico, per concluderne che non ci saranno ulteriori fusioni a causa dell'opposizione "politica" dei grandi gruppi europei come Enel-Endesa o la tedesca E.On. Purtroppo non sono altrettanto ottimista e temo che nei prossimi anni assisteremo alla nascita di nuovi mostri prodotti non dal sonno della ragione, ma dalla cultura statalista degli amministratori locali.

Nel frattempo una ricerca di Unioncamere, l'associazione che riunisce le camere di commercio, scopre l'acqua calda, rivelandoci una sconvolgente verità: le tariffe dei servizi pubblici sono aumentate in media del 50% negli ultimi dieci anni. Sulla Stampa di lunedì l'economista della Cattolica Giacomo Vaciago coglie la palla al balzo per riproporre la liberalizzazione del settore come antidoto ai rincari, un'idea già contenuta nel contrastato ddl Lanzillotta. Gli risponde sulle pagine dello stesso quotidiano Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e responsabile in materia per l'ANCI. Chiamparino si dice favorevole alle liberalizzazioni, ma con abile mossa tattica sposta il discorso sulla gestione delle acque, sottolineando in modo alquanto subdolo che una privatizzazione di questo servizio farebbe lievitare sicuramente i prezzi.

I settori in cui operano le municipalizzate presentano alcuni problemi rilevanti sul piano tecnologico (l'elettricità), teorico (il trasporto locale), geopolitico (il gas) e storico (l'acqua). Si tratta comunque di difficoltà superabili: nel lungo periodo le liberalizzazioni porterebbero certamente benefici ai consumatori, oltre a liberare gli amministratori locali da pericolose tentazioni.

1 febbraio 2008
ECONOMIA
Bernanke scherza col fuoco

Nel novembre del 2006 l'allora neogovernatore della Federal Reserve americana Ben Bernanke pronunciò un elogio funebre per Milton Friedman, il grande economista scomparso proprio in quei giorni. Un passaggio di quel discorso mi colpì in modo particolare. Bernanke riconobbe, in coerenza con le tesi di Friedman, che le maggiori responsabilità per la Grande Depressione degli anni Trenta erano da imputare proprio all'atteggiamento troppo rigido tenuto dalla Banca Centrale. Promise inoltre che, se si fosse trovato in una situazione analoga, non avrebbe commesso lo stesso errore.

Sono convinto che i recenti, spregiudicati tagli dei tassi di interesse (1,25% in pochi giorni) discendano proprio dal timore di Bernanke di trovarsi a un passo da un dramma economico delle stesse proporzioni. Molti analisti parlano di recessione come un dato acquisito, ma trascurano il fatto che il PIL degli Stati Uniti continua a crescere. Rallentamento della crescita e recessione sono due concetti profondamente diversi. Un cura radicale può essere molto pericolosa per un paziente sano. Fuor di metafora, ho il timore che l'atteggiamento della Federal Reserve possa incidere negativamente sulle aspettative degli operatori economici, facendo avverare la sua stessa profezia.

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